Forme episodiche o croniche di cefalea a grappolo possono essere efficacemente trattate con somministrazioni per via inalatoria di ossigeno a flusso elevato. A stabilirlo è uno studio pubblicato su Jama, effettuato su 57 pazienti con attacchi episodici e 19 con cefalea cronica avvenuti tra il 2002 e il 2007 presso il National Hospital for Neurology and Neurosurgery di Londra. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere all'inizio dell'attacco, per 15 minuti, inalazioni di ossigeno al 100% (12 L/min) mediante maschera facciale oppure aria ad alto flusso (placebo). L'interruzione dell'episodio doloroso o la riduzione della sua entità entro 15 minuti, è stato raggiunto in percentuale molto più elevata di individui trattati con ossigeno rispetto al gruppo placebo (78% vs 20%) senza significativi effetti collaterali. In aggiunta, l'ossigeno è apparso più vantaggioso rispetto al placebo anche per quel che riguarda gli effetti positivi secondari, quali eliminazione del dolore entro 30 minuti o sua riduzione entro un'ora; necessità di ricorso a farmaci dopo 15 minuti dal trattamento; risposta generale alla terapia; disabilità funzionale generale ed effetto sui sintomi associati alla cefalea.
Si apre una nuova prospettiva per il trattamento di questo disturbo invalidante.
Ancora tutta da verificare, invece, la possibilità di estendere questo tipo di trattamento anche ad altre forme di cefalea ed emicrania.
Troppo sale fa male, ma quanto male?
Tutti sappiamo che modeste riduzioni di sale nella dieta possono contribuire ad abbassare, in maniera sostanziale, l'incidenza di malattie cardiovascolari.
Quello che sicuramente sfugge a molti è l'entità dei benefici che deriverebbero da una modesta e fattibile correzione di questa abitudine alimentare.
La conferma arriva da uno studio apparso su New England Journal of Medicine, che ha consentito di stabilire che diminuendo di 3 grammi al giorno il contenuto di sodio nella dieta si ridurrebbe annualmente il numero di nuovi casi di patologie coronariche di un valore compreso tra 60 e 120mila. Per quanto riguarda infarto del miocardio e mortalità generale, ogni anno, si registrerebbero tra i 54 e i 99mila e tra i 44 e i 92mila casi in meno, rispettivamente.
Numeri interessanti, soprattutto considerando che di ciò beneficerebbero tutti. In particolare, le donne andrebbero incontro a minori episodi di ictus; gli anziani a minori eventi coronarici e i giovani a meno decessi.
Secondo gli autori, i vantaggi per la salute cardiovascolare derivanti da un minore consumo di sale sarebbero paragonabili a quelli conseguenti a riduzione di tabacco, obesità e ipercolesterolemia.
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