La regola secondo cui "più si abbassa la pressione meglio è" ha ispirato per anni le scelte terapeutiche per i pazienti ipertesi. Ma oggi si cambia: la legge del "lower is better" non è più così universale
Esiste un limite oltre il quale i pazienti a rischio non dovrebbero scendere. Sotto 125 mmHg per la massima e 75 per la minima gli eventi cardiovascolari tornano ad aumentare. A dimostrarlo sono tre studi: Invest, Value e Ontarget che hanno coinvolto 30mila pazienti con un largo contributo scientifico italiano. Di questa novità che, in parte, cambia le carte in gioco per l'esercito di ipertesi - in Italia lo è il 33% degli uomini e il 31% delle donne, cioè una persona su tre fra i 35 e i 74 anni - si è discusso a Milano, in occasione del XIX congresso della Società europea di Ipertensione (Esh), presentato a giugno 2009.
"L'ideale è la via di mezzo", spiega Giuseppe Mancia, presidente del Congresso. "Mantenersi, cioè, sempre sotto una soglia massima che per una persona sana (senza fattori di rischio, non fumatrice e non in sovrappeso) può salire anche a 140 mmHg di massima 90 mmHg di minima, per i soggetti a rischio è fissata a 130/85 mmHg. Ma senza scendere troppo in basso".
Da questa assoluta novità, potrebbero derivare nuove linee guida nel trattamento dell’ipertensione e nel monitoraggio anche dei soggetti sani e, soprattutto se fosse confermata l’importanza del mantenimento dei livelli pressori entro un range più limitato rispetto a quanto si riteneva fino ad ora, diverrà ancora più importante l’impiego di mezzi precisi e innovativi a supporto del medico, come gli holter domiciliari in grado di indagare i valori della pressione durante le 24 ore.
Siamo veramente informati sull'uso corretto degli antibiotici?
Non usare farmaci antibiotici in caso di raffreddore o influenza.
Assumerli solo dietro prescrizione e nelle dosi e nei tempi indicati dal medico.
Sono i principali messaggi della recente campagna di comunicazione 'Antibiotici, usali con cautela' presentata a Roma dal ministero della Salute, dall'Istituto superiore di sanità (Iss) e dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). La campagna è partita a dicembre ed è durata fino alla prima settimana di gennaio, coinvolgendo mass media (tv, radio, giornali), mezzi di trasporto, luoghi di aggregazione, cinema e mettendo a disposizione un numero verde (Farmaci line 800571661) e un sito internet (www.antibioticoresponsabile.it).
"Bisogna far capire agli italiani - ha detto il direttore generale dell'Aifa, Guido Rasi - che questi medicinali vanno assunti solo se è il medico a prescriverli …” e mai per trattare malattie sicuramente di origine virale, come il raffreddore e l'influenza. Inoltre, occorre prenderli nei tempi e nei modi giusti: la sospensione precoce della terapia è la principale causa di sviluppo delle resistenze, poiché non si fa altro che uccidere i batteri più deboli e 'selezionare' quelli più forti". Secondo Rasi, "questa azione di sensibilizzazione si è resa necessaria poiché alcuni germi patogeni importanti hanno già sviluppato livelli di antibioticoresistenza che arrivano anche al 90% e alcuni ceppi sono divenuti resistenti a tutti gli antibiotici disponibili, tanto che in futuro si comincia a temere di non poter contare più su alcun farmaco per combattere le infezioni".
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